Immagine di Maria Giovanna Lanfranchi

Taranto Vecchia

Alla Marina sono stese ad asciugare le reti,

due pescatori dal volto scarno e mal rasato

riparano le nasse e, fra lunghi silenzi, parlano

di nuvole e calamari, di luna e basse maree.

 

Rapido il tramonto cambia i colori del cielo,

la luce sfuma in ombre incerte, fra le case

il mare si insinua con le sue liquide dita;

i vicoli esaltano il profumo di salsedine.

 

Scorre il traffico verso il Ponte di Pietra;

nella piazza l’antico orologio della torretta

è fermo sempre alla stessa ora, ingannando

chi guarda con un’illusione di eternità.

Pietro Ragni

Leggi altre poesie:

Schegge poetiche da Kiev

SCRIVO SEMPRE MENO… Scrivo sempre meno, cancello più spesso Evitando di mettere una drastica fine. Mi sgretolo dentro, il motivo è questo, Che il mio dolore è un verbo maschile. Interrompo il grido, incapace di piangere, Il mio corpo è solcato come roccia dal vento,...

Sonni e sogni

Dormono le grandi catene dei monti, gli strapiombi e le vallate, gli inariditi letti dei torrenti; non dormo io con il cuore in fiamme, trattengo il respiro, silenzioso nei tormenti.   Riposano stambecchi e daini appoggiati alle rocce, i serpenti avvolti sul ramo...

Non è mattino

Manca poco all’alba, piccole formiche vanno affannate fra scaglie di fango e foglie riarse; la carezza del vento le ostacola, senza turbare il silenzio profondo di cui si nutrono fili d’erba e alberi.   L’azzurro compare finalmente ed impallidisce le stelle; in...

Un paese diverso – Інша країна

Ancora ieri avevamo una vita... Il consueto cielo ucraino, Caffè, pensieri semplici sull’avvenire, Litigi familiari, salici in primavera...   Invece oggi sembra il deliquio... Lo stesso cielo ucraino, Ma non esiste più la vita di prima, Sono già altri...

Dualità

Non tutte le variabili sono note, interferenze distruttive cancellano presunte certezze, inganni della mente. Non possiamo sapere come evolverà il domani, neppure riusciamo a capire come si concluderà questa giornata; le soluzioni variano e si confondono. Impariamo a...

Chi?

Chi pronuncia le parole ripetute dell’eco, chi sceglie, sempre diverse, le scie dei tramonti, chi gioca con i miei sentimenti in altalena, chi agita l’acqua del mare finché l’onda nasce?

Condividi!

Condividi questo articolo!