L’orrore delle stragi e la paura dell’Atomica

Illustrazione di Maria Giovanna Lanfranchi

Inchiesta sull’invasione russa dell’Ucraina
L’orrore delle stragi e la paura dell’Atomica

Una pioggia di bombe. La Russia ammassa truppe per sfondare nel Donbass. Aerei, missili, artiglieria bombardano le città ucraine dell’est e del sud. Mariupol è ridotta in macerie. Le truppe russe sono penetrate nella città affacciata sul Mar d’Azov ma un gruppo di soldati ucraini ancora resiste.

Le bombe hanno ripreso a colpire anche Kiev e Leopoli. I bersagli sono le fabbriche di armi e il quartier generale di Zelenski nella capitale ucraina. La ritirata dell’esercito russo dall’Ucraina del nord ha riservato agghiaccianti sorprese: le fosse comuni piene di cadaveri di civili come a Bucha. Una strage di civili c’è stata anche a Kramatorsk: uno o due missili sono caduti sulla stazione ferroviaria massacrando le persone in fuga dalla guerra.

Le bombe russe non hanno colpito solo obiettivi militari ma anche case, ospedali, scuole. I paesi occidentali, in testa gli Stati Uniti, hanno risposto con le sanzioni contro la Federazione Russa e con l’invio di armi all’Ucraina. La tensione politica è diventata altissima tra Washington e Mosca. Biden ha definito Putin un “criminale di guerra”, un “dittatore”, un “macellaio”. È risuonata l’accusa dirompente di “genocidio”. Il presidente americano e quello ucraino l’hanno scagliata contro Putin, e quest’ultimo l’ha usata contro Zelensky. Tutte le trattative di pace si sono impantanate.

“TUTTI europa ventitrenta” ha dedicato l’aggiornamento del sito del 20 aprile all’invasione russa dell’Ucraina. C’è una analisi e una riflessione sul feroce scontro che allarga il solco tra Est e Ovest, sulla coraggiosa resistenza ucraina, sul dramma umano nel cuore dell’Europa, sulle devastanti conseguenze economiche e sociali per tutto il continente, sull’incapacità dell’Unione europea d’imporsi come arbitro della pace.

Biden parla di una lotta tra le democrazie e le autocrazie. Putin difende la sua “operazione militare speciale” per “denazificare” l’Ucraina e garantire la sicurezza della Russia accerchiata dalla Nato. Il presidente russo ha sollecitato Biden ad arrestare la consegna di armi a Kiev pena “conseguenze imprevedibili” ma il presidente Usa va avanti.

La superpotenza euroasiatica sta collezionando sconfitte militari (durissimo il colpo dell’affondamento dell’incrociatore Moskva). Ma lo “zar” in difficoltà potrebbe diventare ancora più pericoloso. Crescono le paure di un allargamento della guerra alla Nato con il possibile, spaventoso ricorso perfino alle armi nucleari.

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