Parafrasando un indimenticato attore, Massimo Troisi, mi viene da pensare come sia impresso nella mia mente un concetto così chiaro nella sua semplicità ma così complesso nel suo contenuto: ricomincio da me… Ho rivisto idealmente quei particolari momenti quando in aula, a proposito di sviluppo personale, dico: «sentitevi responsabili della vostra vita», in genere cala il silenzio e si notano sguardi increduli e preoccupati.

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Ricomincio da me significa che per cambiare gli altri devo prima iniziare a cambiare me stesso,  avere il coraggio di mettermi in discussione rispetto a cambiamenti esterni che non mi hanno chiesto il permesso di accadere, con profonda curiosità e senza essere sempre autoreferenziali perché la vita scorre come il fiume, l’acqua non è mai la stessa e se voglio continuare ad essere presente devo modificare il mio atteggiamento, il mio comportamento e le mie azioni per aprirmi a qualcosa che ieri non c’era ed oggi è già diventato urgente. In caso contrario rischio di chiudermi nella mia fortezza di esperienze, vissuto, successi e frustrazioni che, come tutte le fortezze sono bellissime da vedere e da studiare, ma che indubbiamente lasciano il mondo fuori. Sentirsi responsabili significa iniziare a ragionare su cosa possiamo realmente fare noi per essere motori di un cambiamento culturale.

A proposito di questo, sapete quali parole emergono come chiave di un effettivo cambiamento culturale? L’ascolto ed il linguaggio, due semplici parole che racchiudono un mondo, come ricomincio da me, ma che sono altrettanto difficili da praticare. Tante parole sono state spese sulla differenza tra sentire ed ascoltare e come l’ascolto non sia funzione propria delle nostre orecchie ma del nostro cervello, ascoltare significa principalmente aver voglia di capire la visione dell’altro, senza per questo avere l’unico scopo di trovare il varco per riaffermare la mia idea e posizione, questo non è ascolto attivo, è semplicemente voglia di vincere. Si diceva qualche tempo fa che la perfezione arrivava dal concetto win –win, cioè si vince solo insieme, io vinco, tu vinci e che qualsiasi altra posizione è frutto della cultura del potere e della supremazia che ci è stata tanto ben inculcata e che oggi ci porta a tutto quello che vediamo semplicemente affacciandoci alla nostra finestra di casa.

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Ancora più difficile cambiare il nostro linguaggio che è frutto di secoli di storia e che ci fa ribadire anche scherzosamente tristi similitudini, concetti obsoleti in una forma non più coerente con il cambiamento che stiamo vivendo. A tal proposito nella prossima Conferenza Nazionale dei Coach ICF, che si terrà a Roma nel prossimo settembre, si parlerà di gratitudine, un concetto anche esso semplice, e di come la gratitudine entrando nel nostro linguaggio possa favorire uno sviluppo e una rinascita non solo tra le persone ma anche nelle aziende e nelle Istituzioni. Si parlerà anche di coraggio civile e di nuove forme di eroismo di cui tutti noi abbiamo estremo bisogno.

Vorrei chiudere, augurandovi di essere grati e coraggiosi ma questa volta il mio non è un saluto ma un continua…

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