Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    15 Giugno 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Attualità»Vacilla il dogma dell’auto elettrica
    Attualità

    Vacilla il dogma dell’auto elettrica

    Rodolfo RuoccoDi Rodolfo RuoccoMarzo 20, 20232 VisualizzazioniLettura 2 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    L’auto elettrica non cancellerà quella a benzina in Europa, almeno per ora. Lo stop dal 2035 alle vetture a combustione sostituite da quelle elettriche non è più così scontato. Bruxelles è al lavoro «per trovare una soluzione» per garantire comunque una tutela dell’ambiente dall’inquinamento.

    Auto elettrica, Romano Prodi
    Romano Prodi

    La presidenza svedese rinvia il voto decisivo del Consiglio europeo in attesa di una possibile, difficile intesa. La svolta ecologica del motore solo elettrico sancita a febbraio da un voto del Parlamento europeo ha scatenato forti contrasti. Da tempo l’industria automobilistica e i sindacati dei metalmeccanici europei contestavano la scelta con scarso successo.

    Poi arriva l’affondo di Romano Prodi: cambia tutto il quadro. L’europeista Prodi smonta il mito della macchina elettrica, preferisce l’auto a benzina. Punto centrale tecnico: l’elettrico inquina di più dei motori a tecnologia avanzata a benzina e gasolio; produce «una quantità di CO2 superiore a quella di un motore a combustione interna di ultima generazione».

    Il no dell’ex presidente della Commissione europea alla scommessa solo sull’auto elettrica ha anche un forte connotato politico: l’Europarlamento così si è «schierato in favore dell’unica scelta produttiva nella quale Cina e Stati Uniti si trovano fortemente in vantaggio rispetto all’Europa» per le tecnologie e le materie prime. L’industria europea dell’automobile rischia grosso. Sono in pericolo fabbriche e occupazione soprattutto in Italia poco presente nei motori elettrici.

    Auto Elettrica, Emmanuel Macron e Olaf Scholz
    Emmanuel Macron e Olaf Scholz

    Per la transizione ecologica, secondo i critici del tutto elettrico, ci sono varie soluzioni alternative applicabili alle autovetture a benzina e a gasolio: i motori termici euro 7, i carburanti sintetici, l’idrogeno. Flavio Briatore la pensa come Prodi. L’imprenditore svela: «La F1 sta sviluppando una benzina pulita a zero emissioni che sarà pronta nel 2026».

    Il governo italiano va sulla scia di Prodi: si schiera per puntare anche sui motori termici puliti. Giorgia Meloni rivendica il diritto di percorrere la strada «più efficace e sostenibile». La presidente del Consiglio italiana chiede di non escludere a priori «il percorso verso tecnologie pulite diverse dall’elettrico».

    Cambiano i rapporti di forza emersi nel voto al Parlamento europeo. Salgono le nazioni contrarie o scettiche.  Italia e Polonia si oppongono. Dubbi arrivano da Francia, Spagna, Repubblica Ceca, Finlandia, Slovacchia, Portogallo, Romania, Slovenia, Bulgaria, Ungheria. Ma pesano soprattutto le riserve della Germania.

    La contestazione verso l’Unione europea cresce. L’auto elettrica non è più un dogma indiscusso.

    Autore

    • Rodolfo Ruocco
      Rodolfo Ruocco

      Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

    auto elettrica autovetture a benzina consiglio europeo Giorgia Meloni industria automobilistica Parlamento Europeo Romano Prodi
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Una Schengen per la difesa europea

    Maggio 12, 2026

    Meloni angelo cancellato

    Marzo 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026184

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025142
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 20269

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?