Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Ucraina e il futuro dell’Europa nell’era delle guerre ibride

    Maggio 12, 2026

    Una Schengen per la difesa europea

    Maggio 12, 2026

    La Remigrazione e l’ignoranza

    Maggio 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    17 Maggio 2026 - domenica
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Un leone in un mondo pazzo
    Mondo

    Un leone in un mondo pazzo

    Enrique Guillermo AvogadroDi Enrique Guillermo AvogadroAprile 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    “Le armi sono strumenti fatali che dovrebbero essere usati solo quando non c’è altra alternativa.” Sun Tzu

    Se è indubbio che Javier Milei ha ricevuto la peggiore eredità della nostra storia, compresa quella economica che Carlos Menem ricevette da Raúl Alfonsín in un lontano 1989, non si può nemmeno negare che debba interagire con un mondo esterno sempre più complicato; il kirchnerismo ci ha legato al carro trionfale dei regimi più sinistri e autoritari, ma il Presidente sta eseguendo, in materia geopolitica, una più che ragionevole svolta copernicana, avvicinandoci alle democrazie occidentali da cui non avremmo mai dovuto prendere le distanze. Se ci si ferma a guardare nel dettaglio una mappa del mondo, si può notare quanti nuovi conflitti si stiano sviluppando contemporaneamente, quanto siano cresciuti i bilanci militari mondiali e quante organizzazioni internazionali positive siano in serio pericolo di implosione.

    La partnership aperta con gli Stati Uniti non solo ha già iniziato a portarci equipaggiamenti militari (come l’accesso ai moderni jet da combattimento danesi, al cui acquisto la Gran Bretagna si era opposta), ma implica anche un chiaro e fondamentale sostegno da parte di Washington nei confronti delle agenzie di prestito multilaterali, in particolare del Fondo Monetario Internazionale, nonostante il dispiacere che Joe Biden potrebbe provare per l’amicizia di Milei con Donald Trump, il suo agguerrito concorrente alle elezioni di novembre.

    La posizione del governo sull’invasione criminale che Vladimir Putin, cercando di ricreare la Russia zarista di cui si immagina erede, sta portando avanti contro un’Ucraina martirizzata e di cui nessuno osa prevedere la fine, nonostante il logorio che Volodymyr Zelensky sta subendo a causa della mancanza di sostegno da parte di alcune grandi potenze e della perdita di vite e attrezzature, non è irrilevante allo stesso modo.

    L’Iran ha definitivamente destabilizzato il Medio Oriente, utilizzando le sue milizie terroristiche (Hamas) per attaccare un Israele che, umiliato e mortificato dal criminale attentato del 7 ottobre 2023, ha permesso a Benjamin Netanyahu di scatenare una brutale repressione nella Striscia di Gaza e di attaccare obiettivi in Cisgiordania e in Siria, aumentando il rischio di una conflagrazione nucleare in tutta l’area e, al contempo, sgombrando le nubi di tempesta interna che incombevano sul suo governo. Senza dubbio ricordiamo gli attentati all’Ambasciata e all’AMIA, per i quali l’Iran è stato definitivamente ritenuto responsabile dalla Corte Federale di Cassazione con una storica sentenza emessa questa settimana; questa condanna, e la sinistra minaccia del terrorismo di compiere nuove “imprese” contro i nemici dell’Iran nel mondo, ha portato a un maggiore stato di allerta nel nostro Paese.

    L’America Latina, che per anni è stata un continente di pace, non è più ignara delle tensioni internazionali, dovute sia agli allineamenti geopolitici della nuova guerra fredda globale, sia al confronto locale tra i populismi di sinistra, qui sostanzialmente mascherati da socialismo del XXI secolo, e le repubbliche democratiche che sembrano gradualmente recuperare terreno. Le recenti dispute territoriali tra Venezuela e Guyana sull’Essequibo e le frizioni diplomatiche che coinvolgono Messico, Venezuela, Nicaragua, Cile, Ecuador, Colombia e Brasile sono chiari sintomi di questa nuova situazione.

    Come se tutto ciò non bastasse, è noto che Cuba, con l’appoggio del Venezuela – quest’ultimo alleato dell’Iran, come la Bolivia – è tornata a percorrere le vie del terrorismo, come negli anni ’60 e ’70, quando cercò di estendere la sua rivoluzione a tutta la regione, e sono stati individuati infiltrati di queste nazionalità per generare violenza in diversi Paesi. Anche le violente organizzazioni narcocriminali messicane, brasiliane e boliviane si stanno espandendo; in Ecuador e in Argentina scorre già sangue innocente e in Uruguay e in Cile c’è una chiara preoccupazione.

    Xi Jinping sta generando gravi tensioni in Asia meridionale, non da ultimo per la sua promessa di incorporare con la forza Taiwan nel suo territorio, che ha indotto gli Stati Uniti a costruire un’ampia alleanza difensiva con l’Australia, la Nuova Zelanda, le Filippine e altre nazioni limitrofe; tutti sono convinti che i recenti problemi dell’economia cinese potrebbero portare l’ormai eterno Presidente a scatenare una guerra per galvanizzare il sostegno popolare alla sua amministrazione. E la sua sfortunata Via della Seta gli ha permesso di accaparrarsi risorse naturali in tutto il continente africano. Il kirchnerismo al potere, sostenuto da maggioranze legislative che tradiscono la patria, ha ceduto la sovranità su 200 ettari nella provincia di Neuquén per 50 anni rinnovabili, al fine di installarvi una base dell’Esercito di Liberazione, permettendo così alla potenza asiatica di ottenere il controllo del traffico navale bioceanico e di avvicinarsi all’Antartide, un boccone più che appetitoso; hanno così trasformato l’Argentina in un obiettivo militare in caso di guerra globale.

    Il leone libertario si muove su questo palcoscenico internazionale, ed è già riuscito a portare il nostro Paese dalla parte giusta del tavolo della sabbia, iniziando a correggere gli effetti negativi di una politica estera malintenzionata. Ma non c’è un pranzo gratis, e il Ministero degli Esteri dovrebbe fare molta attenzione a non farsi coinvolgere in conflitti esteri, perché non siamo ancora preparati, militarmente o economicamente, ad affrontarli.

    (Buenos Aires, 13 Aprile 2024)

    Autore

    • Enrique Guillermo Avogadro
      Enrique Guillermo Avogadro
    guerre politica estera
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    L’orrore israeliano contro la nuova azione della Global Sumud Flotilla

    Maggio 12, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026265

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026177

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026157

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022126
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Tempo lettura 4 min.

    L’Ucraina e il futuro dell’Europa nell’era delle guerre ibride

    Di Rocco CangelosiMaggio 12, 202625

    C’è un punto, oggi, in cui si misura la solidità dell’Europa. Non è Bruxelles, né…

    Una Schengen per la difesa europea

    Maggio 12, 2026

    La Remigrazione e l’ignoranza

    Maggio 12, 2026

    Il pasticciaccio di Roma Capitale

    Maggio 12, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Ucraina e il futuro dell’Europa nell’era delle guerre ibride

    Maggio 12, 2026

    Una Schengen per la difesa europea

    Maggio 12, 2026

    La Remigrazione e l’ignoranza

    Maggio 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?