Immagine di Maria Giovanna Lanfranchi

Immagini mentali/Qoelet

Immagini mentali

Hanno i colori dell’arcobaleno i paesi
che non vedrò mai; effimero il sogno
di dolci labbra che non bacerò. Fiori esotici
splendono ed appassiscono in recessi lontani,
diademi di ghiaccio brillano e si sciolgono;
sembrano frammenti di vita a occhi chiusi,
ma subito scompaiono con la luce dell’alba.
Nel turbine lento e feroce del tempo anche
svaniscono le vie di città che ho attraversato,
i sorrisi che ho ricambiato, i monumenti severi,
il mare in cui ho nuotato, i quadri ammirati,
i profili di donne che mi accarezzarono
e non più rivedrò. Brandelli di memoria
che quotidianamente nelle ore si disperdono.
E ancora l’abbraccio di chi non c’è più,
il periodo dei giochi in terrazza, l’ebbrezza
indicibile dei primi baci sulla scogliera,
l’emozione violenta delle scalate in montagna
e delle corse in moto su strade ignote, la quiete
di un mite sorriso nella penombra della sera.
Passato e non futuro sono immagini sfocate
allo specchio, tenui sensazioni simmetriche e vane:
realtà inconsistenti appena provi ad afferrarle,
un mero inganno di probabilità non realizzabili
ed echi contraffatti di ricordi ormai lontani;
testimonianze di strade tralasciate o dimenticate.
Ombre che con altre ombre si intrecciano.

 

Qoelet

Guardo il cielo sereno, guardo le mie mani;
frammenti del passato si ricombinano
in rapida successione. Sento la testa vuota
e una sensazione di estraneità al tempo
che rotola con ritmo liquido ed ineguale
al di là di me, mi avvolge mentre resto immobile,
immagine olografica di una vita già corsa.

Il caso, una convinta sinderesi, la fortuna;
ogni granello di conoscenza che ho accumulato
ha aumentato il dolore nello scorrere dei giorni
e nella consapevolezza della vanità.
Per ogni cosa c’è il momento giusto, ora
è arrivato il momento del vento
che tutto vorticosamente assorbe e disperde.

NOTA: ispirata all’Ecclesiaste, nome greco del libro biblico scritto in ebraico ed attribuito a
Qoelet, ipotetico Re di Gerusalemme. In parte alcuni versi sono ripresi nella seconda strofa.
Pietro Ragni

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