Categoria: Inchieste

Guerra no vax sì vax

Circa 30.000 nuovi contagi al giorno e più di 100 morti. Il Covid torna a far paura in Italia. I morti da Coronavirus hanno oltrepassato i 135.000 dal febbraio 2020, da quando la pandemia cominciò a funestare il nostro paese. Certo l’Italia si difende meglio rispetto agli altri paesi europei letteralmente travolti dalla nuova virulenza della pestilenza. Il Regno Unito conta circa 100.000 nuovi infettati al giorno e prepara un nuovo lockdowon. Nuova chiusura in vista anche in Olanda.
La quarta ondata del Covid, sulle ali delle pericolose varianti Delta e Omicron, sconvolge tutto il mondo in maniera più o meno grave. Nei paesi nei quali la vaccinazione di massa è stata più ampia (come in Italia) il disastro è stato più contenuto. Ma anche nel nostro paese i cittadini sono stati colpiti duramente nel fisico, nella psiche e nel portafoglio.

Tra flop e mezzo flop

Flop, mezzo flop, messaggio di speranza. Sono diversamente modulati in negativo i commenti sui risultati della ventiseiesima conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, ma nessuno ha parlato di un successo.
Lo stesso presidente della Cop26 Alok Sharma è sbottato alla conclusione dei lavori di Glasgow: «Sono profondamente dispiaciuto». L’ex potente ministro dell’Economia di Boris Johnson, cittadino britannico di origini indiane, sperava di più. Sperava in una intesa globale fatta di impegni per combattere i disastri naturali: uragani, alluvioni, siccità, innalzamenti dei mari provocati dall’aumento delle temperature. Invece le due settimane di discussioni formali ed informali tenute ai primi di novembre hanno partorito accordi generici…

Deriva in acque pericolose

Dieci anni fa era una piccola febbre infettiva. Adesso è diventata una malattia gravissima da coma profondo. I giornali italiani, e l’informazione più in generale, vivono una catastrofe che fa impallidire la crisi delle testate europee ed americane. In Italia molti quotidiani e riviste hanno chiuso i battenti mentre chi è sopravvissuto vive difficoltà gravissime: copie vendute a picco, redazioni svuotate, precariato e lavoro nero a pioggia.
I giornali di carta in genere vanno malissimo e sono schiacciati dalle perdite, quelli online boccheggiano, le televisioni sono in forte affanno. La crisi è generale ed epocale: la concorrenza di Internet e le interminabili recessioni economiche non hanno avuto risposte adeguate.

L’Europa parli con una sola voce

La Brexit e il Covid hanno colpito violentemente l’Unione europea. La “casa comune” dei 27 paesi europei si è salvata per un soffio ma solo per ora. L’addio impensabile del Regno Unito a Bruxelles e il Coronavirus continuano a provocare gravi scosse telluriche.
È in gioco la stessa vita della Ue. C’è da fare i conti con la rottura determinata dal sovranismo di Londra….

Ritorna lo spettro del burqa

Il piacere per la scrittura resta nel sangue come la curiosità per il mondo. Se poi lo spettacolo drammatico è la conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani, tutto gira a mille. Lo spettro del ritorno della Sharia scandita in termini tragici contro i diritti civili e delle minoranze, in particolare a danno delle donne che rischiano il burqa, ha fatto scattare accese discussioni tra noi ex ragazzi degli anni ’70 “redattori” del mensile studentesco “TUTTI”, oggi impegnati nel sito Internet e nell’associazione “TUTTI europa ventitrenta”.

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