Immagine di Maria Giovanna Lanfranchi

Incerta Primavera

Fosche nuvole annebbiano il tramonto

in un cielo opprimente senza pioggia,

coltre grigia di sabbia del Sahara

che s’adagia sui tetti e per le vie

parando a lutto paesi e contrade.

Pianto straziante per l’immane strage

perpetrata dai beffardi artigli

del maligno e bieco sterminatore

di donne, bimbi e uomini ucraini.

 

Improvviso nel buio che avanza

si fa luce uno spiraglio d’azzurro

che scioglie i volti ad un lieve sorriso

allor ch’ali possenti di rondoni

tanto inattesi quanto bramati

annunciano il ritorno sospirato

dell’avanguardia della Primavera.

 

Nello spazio solo tre volatili,

inviati in insidiosa avanscoperta,

disegnano ampi cerchi all’imbrunire

prima del rientro al loro nido

donde partirono l’angoscia in cuore.

Sopravvissuti alla strage di giugno

in un giorno d’estate all’orizzonte

si persero verso lontane mete.

 

Nella lunga marina trasvolata

rividero con gli occhi del pensiero

le migliaia di fratelli stroncati

dal fuoco ardente d’una lunga estate

che mai memoria umana registrò,

devastazione e morte seminando

tra gli animatori dell’atmosfera

limpida e gaia della Primavera.

 

Solo due giorni dopo i primi arrivi

nei cieli antichi dei progenitori

ecco l’afflusso di piccoli stormi

con garriti di rondini e rondoni

che rallegrano i giochi dei fanciulli

nelle piazze e nei pubblici giardini.

La primavera finalmente esplode

con mille fiori e tiepido calore

animata dalla presenza viva

e sfolgorante dei passeriformi

simbolo prezioso e prediletto

di libertà ed eterno ritorno.

 

Eppure, mentre il volo poderoso

dei rondoni meditabondo ammiro,

il pensiero liberamente vola

al massacro che Satana ha disposto

contro un popolo forte e generoso

tanto innocente quanto sventurato

per cui invochiamo pace e libertà.

Angelo Fortuna

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