Si dice che l’essere umano impara dalle esperienze pregresse. Nei giorni che viviamo, questo sembra non essere vero. Guardandoci intorno vediamo disastri naturali, crimini efferati, morti e devastazioni ed altre amenità del genere, ed ogni volta ci stupiamo come se fosse la prima volta che stiamo assistendo a situazioni del genere. Ma cosa rende la nostra memoria così labile, così poco propensa ad analizzare il modo migliore per evitare che fatti come questi possano succedere nuovamente?

Foto di Piyapong Saydaung da Pixabay

Non riusciamo a cambiare il nostro assetto mentale. Non riusciamo ad avere quel pensiero critico che solo ci può condurre ad una vera strategia. Ma cos’è il pensiero critico? La capacità di riflettere senza essere impulsivi, la capacità di farsi delle domande e fare delle domande senza avere la pretesa di conoscere già la risposta, la capacità di cercare e analizzare tutte le possibili alternative per il raggiungimento di un obiettivo, ma soprattutto eliminare preconcetti e pensieri limitanti adottando nuove prospettive, nuove strade che mi portano ad essere imparziale; avendo consapevolezza che i pensieri limitanti me li costruisco da solo e spesso non riesco ad uscire dal recinto in cui sono seduto. Si sviluppa un pensiero critico se ho la capacità prima di valutare me stesso senza esaltarmi ma anche senza condannarmi, dandomi la possibilità di individuare i punti di forza su cui far leva e conoscendo e accettando i miei limiti. Io parlo spesso di pensiero critico ma raramente lo vedo applicato.

Capisco che non è un processo né semplice né veloce, e siccome viviamo in un’epoca in cui le cose devono essere fatte in fretta, per comodità adottiamo dei palliativi come la sostituzione rapida del problema con un altro e la voglia di riempire per sentirci bene.

Ci buttiamo come una mandria di bufali nel fiume senza analizzare il modo migliore per passare nell’altra sponda. Ci occupiamo di tutto e di niente, cerchiamo la soluzione di un problema che poi diventa il problema successivo. Per evitare di soffermarmi, farmi domande, riflettere, analizzare, mi costringo a riempire la mia vita di mille cose e di mille impulsi che vengono dall’esterno. Non cambio assolutamente niente, faccio solo passare il tempo.

Con una vera strategia, aiutati dal pensiero critico, forse, saremo meno veloci ma sicuramente più efficaci.

 

Foto di apertura: Foto di Susan Q Yin su Unsplash