Il Re Luigi XIV nel 1661 dà il via ai lavori che trasformeranno il piccolo castello, ereditato dal padre a Versailles, in una sontuosa Reggia ornata di magnifici giardini e fontane.

Il Re pensa anche alle cucine, vuole prodotti di qualità per la sua tavola e affida 9 ettari da adibire ad orto e frutteto al Signor La Quintinie noto per la competenza in frutti ed ortaggi.

Ma il terreno disponibile è paludoso! e lunghi lavori sono necessari per drenarlo. Per mantenere la fertilità del terreno La Quintinie ogni anno fa portare 900 carri di letame. Attento osservatore della natura, si serve della novità tecnologica dell’epoca, il microscopio, utilissimo per migliorare la conoscenza delle piante.

Jean-Baptiste de La Quintinie

Eppure la Quintinie di formazione era avvocato. Divenuto poi precettore, in viaggio attraverso l’Italia con il suo allievo (figlio del Presidente della Corte dei conti) rimane affascinato dalla bellezza di giardini e frutteti, e decide di dedicarsi all’orticoltura. Legge tutti i testi antichi, i trattati di Plinio e Columella e mette in pratica tutte le sue idee innovative. Lavora nei parchi dei castelli di Sceaux e Rambouillet ed arriva a Versailles nel 1678.

Luigi XIV veniva spesso al Potager, accompagnato da ospiti importanti, anche il doge di Genova, a vedere l’avanzamento dei lavori dalla teatrale terrazza che ancora oggi permette di ammirare la precisione del Grand Carré, 16 quadrati di verdure che circondano una grande fontana.

Intorno al Grand Carré, dietro gli alti muri, 29 giardini chiusi proteggono alberi da frutta, in forma libera o a spalliera, verdure e piccoli frutti.
La Quintinie fu particolarmente abile, artista del miglioramento delle tecniche di produzione grazie a nuove esperienze. Voleva dare al re anche fuori stagione i prodotti migliori e preferiti. Utilizza ampiamente, migliorandole, le coltivazioni a spalliera degli alberi da frutta. Inventa anche nuovi attrezzi per il giardinaggio.

Grazie alle campane e telai in vetro, cercando le migliori esposizioni al sole, riesce a coltivare fuori stagione ottenendo magnifiche primizie. Durante tutta la sua vita continuò a cercare nuove tecniche, era solito dire che il buon giardiniere deve avere passione per le novità!in

Nel suo trattato Istruzioni per orti e frutteti, pubblicato nel 1690, scrive:

Il calore sia in terra che in aria può venire con regolarità solo dai raggi del sole. Posso dire che sono riuscito in piccolo ad imitarlo per i piccoli frutti: ne ho fatti maturare cinque e sei settimane prima del tempo.

Fragole a fine marzo, piselli in aprile, fichi (uno dei frutti preferiti del Re Sole) in giugno, asparagi e lattughe (25 varietà!) in dicembre e gennaio! ciliegie in maggio, cetrioli inizio aprile…

I giardinieri spandevano il letame fresco proveniente dalle vicine scuderie reali, lo cambiavano ogni giorno per aumentare artificialmente la temperatura della terra e ottenere cosi un raccolto con due mesi di anticipo.

Alcuni muri alti 5 m 50 erano leggermente inclinati per avere più sole. Protezioni in vetro per proteggere dall’acqua erano fissate su sostegni di metallo in alto dei muri delle spalliere.

Gli strati caldi permetteranno più tardi di far maturare degli ananas!

Il frutteto era piantato soprattutto con meli e peri. Luigi XIV amava particolarmente le pere, in particolare la “Bon Chrétien” molto di moda all’epoca, e ne aveva a disposizione tutto l’anno. C’erano anche dei peschi in un angolo particolarmente esposto al sole, meloni, zucche…

François II Le Normand introduce nel XVIII secolo grazie alle serre riscaldate la coltivazione del caffé, il re Luigi XV era orgoglioso di farlo gustare ai suoi invitati!

Dopo il difficile periodo rivoluzionario (diviso in 8 parcelle, il terreno fu affittato a privati, dopo la vendita di  tutti gli attrezzi e piante tra cui 800 ananas!) nel 1874 viene aperta al Potager la scuola di Orticoltura che diventa rapidamente un riferimento d’eccellenza. Gli allievi partono in tutto il mondo per dirigere proprietà ed orti botanici. Nel 1976 è divenuta l’Ecole Nationale Supérieure du Paysage.

Nel 1926 il Potager è classificato monumento storico, ed è aperto al pubblico dal 1991. Numerose manifestazioni culturali vi vengono organizzate, ed in ottobre Les Saveurs du Potager fanno apprezzare la diversità di frutti e verdure.

Il Potager du Roi intende preservare la natura e la conservazione della potatura all’antica con oltre 40 forme diverse per gli alberi da frutta. Oggi circa 450 varietà da frutta e 400 di verdura antica e recente vi sono coltivate.

 

 

A pochi passi dalla celeberrima Reggia questo suggestivo angolo di natura ci fa apprezzare ancor più la bellezza di frutti ed ortaggi discendenti del lontano reale passato. E possiamo portare con noi un ricordo acquistando nel negozio del potager, oltre a libri e oggetti vari, frutta e verdura fresca dell’orto frutteto, deliziose gelatine e marmellate, squisiti succhi di frutta, zuppe, tisane, erbe aromatiche …

 

Tutte le foto sono  dell’autrice