Al Museo di Roma in Trastevere è visitabile fino al 16 ottobre la mostra Anni interessanti. Momenti di vita italiana 1960- 1975. Attraverso 124 fotografie d’archivio, molte delle quali con soggetto la gente comune dell’epoca, la mostra illustra sedici anni della nostra storia caratterizzati dalla fiducia nella continuazione di un miracolo economico ormai consolidato e dall’apertura al mondo e ai consumi. Naturalmente anche sedici anni di crescenti tensioni sociali e generazionali, fino alla strategia della tensione e all’inizio degli anni di piombo, con l’estremizzazione della dialettica politica, la radicalizzazione della lotta armata fino al terrorismo.

Palalottomatica, realizzato per le Olimpiadi di Roma 1960 – foto di “The One” CC BY-NC-SA 2.0

Attorno al 1960, inizio del periodo preso in esame dalla mostra fotografica, si collocano alcuni traguardi che vedono l’Italia in una posizione di grande visibilità internazionale. Si pensi all’Oscar delle monete del Financial Times, vinto due volte dalla lira italiana nel 1959 e nel 1964. Si pensi alle Olimpiadi di Roma del 1960, il cui medagliere vide l’Italia in terza posizione, dietro a Unione Sovietica e Stati Uniti. Ancora, si pensi al ruolo dell’Italia nella costituzione della Comunità Economica Europea sancita dai Trattati di Roma del 1957, allo storico sorpasso del numero dei lavoratori dell’industria rispetto a quelli dell’agricoltura, all’inaugurazione dell’Autostrada del Sole, al successo internazionale de La dolce vita di Federico Fellini, icona permanente del made in Italy. Naturalmente rimaneva la realtà di un Italia a più velocità: l’emigrazione per lavoro dal Sud verso il Nord e verso altri paesi europei, il non allineamento di vari aspetti del costume rispetto ai progressi economici, la lenta evoluzione nei temi dei diritti civili e sociali e nei rapporti tra i generi.

Un cenno al tema assai importante dell’istruzione. Del 1962 è l’istituzione della Scuola Media Unificata, che ha significativamente ampliato l’accesso alle Scuole Secondari Superiori. Verso la fine del decennio, l’epocale movimento del Sessantotto ha preparato tra l’altro la liberalizzazione degli accessi all’Università. Tutti fatti che cambieranno radicalmente le realtà della formazione. Un dato su tutti appare assai eloquente. Nel 1960 la percentuale dei diciannovenni che conseguiva il diploma di scuola secondaria superiore era del 10,3% e la percentuale di quelli che si iscrivevano all’Università dell’8,8%. Nel 1975, anno finale della mostra fotografica, le stesse percentuali saranno più che triplicate, arrivando rispettivamente al 32,3% e al 26,5%.

Assemblea alla Scuola Normale di Pisa
by Marco Espo Web, CC BY-NC-ND 2.0

Tra i grandi avvenimenti nei sedici anni oggetto della mostra è impossibile non ricordare il Concilio Vaticano II, la più grande assise della cristianità. Il suo ruolo nella successiva storia della Chiesa sarà enorme, e tuttora oggetto di dibattito storico e dottrinale.

La definizione degli anni 1960-1975 come “Anni interessanti” proposta dalla mostra fotografica è originale e forse anche provocatoria. Come illustrato nel Catalogo della mostra dal suo curatore Enrico Menduni, il termine “Anni interessanti” è preso a prestito dall’autobiografia dello storico del Novecento Eric J. Hobsbawm, che lo ha usato per gli anni dell’intero secolo. Visitando la mostra fotografica, ci si convince che gli anni 1960-1975 sono davvero interessanti e che, se per essi si deve scegliere un solo aggettivo, vari elementi concorrono ad orientarsi su un aggettivo dal significato decisamente positivo.

Certo, visitando la mostra viene naturale farsi qualche domanda. Anche gli anni che stiamo vivendo meriteranno in futuro un aggettivo così positivo? Per essere concreti, facendo un salto di cinquant’anni, è pensabile che verso la fine del XXI secolo qualcuno definisca gli anni 2010-2025 come anni interessanti? Negli anni appena indicati e non ancora conclusi si collocano almeno tre terribili vicende a carattere più o meno mondiale: la più grave crisi economica dopo la seconda guerra mondiale, la pandemia con i lockdown, e la guerra in Ucraina con tutte le possibili conseguenze. E dunque ancora una domanda. Queste tre vicende, anche messe insieme, sono paragonabili per gravità alle catastrofi della seconda guerra mondiale?

Se dopo la seconda guerra mondiale siamo stati capaci di ricostruire, di sperare, di sognare, di raggiungere un miracoloso sviluppo, perché non fare tesoro delle foto della mostra al Museo di Roma  in Trastevere? Quelli tra noi che sono cresciuti e si sono formati negli anni 1960-1975 si riconoscono in molte delle foto della mostra. Dunque gli anziani di oggi possono testimoniare la loro esperienza, non per inutili nostalgie, ma per non dimenticare il valore della fiducia e della tenacia, al servizio dei tempi difficili che stiamo vivendo.

 

Immagine di copertina di Mnemomaz, Roma 1960, Flickr CC BY-NC-SA 2.0