La questione giustizia costituisce uno dei temi fondamentali che l’Unione Europea ha segnalato al momento della valutazione dei finanziamenti legati al nostro PNRR. Invero, l’Europa ha sottolineato l’eccessiva durata dei nostri processi e, in taluni casi, la eccessiva macchinosità degli stessi, in particolare è stato sottolineato il tema del diritto alla difesa e quello della tutela innanzi alle Commissioni Tributarie.

Con queste premesse, il Governo Draghi ha posto mano ad alcune riforme nel campo della giustizia civile e della giustizia penale ed ha operato alcuni correttivi relativi al processo tributario, regole, queste ultime, che hanno applicazione a partire dal 16 settembre 2022.

Pertanto, il tema giustizia dovrebbe costituire uno dei temi a cui i programmi dei partiti politici e delle coalizioni dovrebbero prestare particolare attenzione. A ben vedere, il tema giustizia, nei diversi raggruppamenti politici e nelle diverse coalizioni, che ne sono scaturite (coalizioni che sono il frutto della necessità determinata dalla legge elettorale e non veri e propri cartelli di governo), è trattato in modo assai generico proprio perché nessuno, dei partiti politici e dei raggruppamenti, ha inteso approfondire il tema lasciandosi le mani libere per le successive pattuizioni post elettorali.

Alcune organizzazioni degli avvocati hanno esaminato le diverse proposte contenute nei programmi elettorali dei partiti, rilevando come le stesse non si discostano da un elenco di buoni propositi ai quali manca totalmente un approfondimento di sistema. Il settore che maggiormente necessiterebbe di una ampia rivisitazione sarebbe quello della giustizia civile, ma esso è, invece, quello a cui è stata dedicata nella campagna elettorale minore attenzione.

Invero, nei generici programmi di tutti i partiti politici, ci si limita ad una elencazione di problematiche, ma nessuno dei partiti e/o coalizioni offre meditate e valide soluzioni che possano concorrere a risolvere il tema della ragionevole durata dei processi, della pienezza del contraddittorio, e della omogeneizzazione del sistema della tutela a quanto previsto dalla nostra Costituzione e dal sistema di giustizia adottato dall’Unione Europea.

L’impressione che si ha dalla lettura dei vari programmi elettorali è quella di aver voluto elencare l’esistenza di un problema, ma di non aver affatto potuto indicare le soluzioni di esso. Tale circostanza è dovuta, da una parte, alle carenze ingenerate dalla legge elettorale, che produce coalizioni elettoralistiche e non alleanze per dar vita ad un futuro governo, e dall’altra dalla mancata volontà di spendersi su di un tema particolarmente scivoloso che, per essere risolto, dovrebbe portare ad un’ampia revisione dell’Ordinamento giudiziario, della collocazione degli Uffici giudiziari, alla creazione di un importante numero di giudici specializzati, nonché alla semplificazione delle leggi relative alla tutela, per le quali andrebbero conservate essenzialmente le norme relative al rispetto del contraddittorio. Inoltre, va dotato il processo (civile, penale, amministrativo e tributario) delle tecnologie necessarie a rendere più funzionale e trasparente la macchina del giudice. La creazione dell’Ufficio del processo non deve dar luogo ad un mero richiamo coreografico, privo di qualsiasi contenuto strutturale, bensì deve consentire al giudice di poter fruire di un supporto tecnico, composto da funzionari e tecnologie in grado di sveltirne il lavoro, riducendo i tempi dei giudizi. Anche la fase esecutiva dei processi deve trovare effettiva realizzazione perché la tutela, che nasce nel mondo delle cose concrete, si realizza solo quando la sentenza del giudice trova la sua attuazione concreta e produce la soddisfazione del creditore.

La separazione delle carriere, presente sotto il profilo di un vuoto proclama nei programmi di tutti i partiti, deve, invece, trovare concreta attuazione, non solo per i giudizi penali e/o per i magistrati ordinari, ma anche per i giudizi amministrativi e contabili rispetto ai quali dovranno essere radicalmente separate le funzioni consultive da quelle giurisdizionali.

Anche la riforma del Consiglio superiore della magistratura, così come le razionalizzazioni degli Organismi di controllo delle altre strutture giurisdizionali, dovrà essere fatta in modo tale da garantire la più ampia autonomia della magistratura rispetto al potere politico. Invero, in nessuno dei programmi politici portati all’attenzione degli elettori per la consultazione del 25 settembre 2022, emerge chiaramente questo tipo di necessaria indipendenza.

In definitiva, i programmi elettorali per la giustizia, di cui si allega al presente commento una breve ricostruzione di sintesi, appaiono quanto mai generici e superficiali, mettendo in luce il tentativo, invero assai puerile, di volersi “laureare” (rectius: farsi eleggere) con il solo titolo della tesi di laurea senza aver voluto dedicare alcuna attenzione a riempire di contenuti la stessa.

ELEZIONI POLITICHE 2022

Giustizia, i programmi elettorali di tutti i partiti e coalizioni

Il 25 settembre si terranno le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento. A contendersi i 400 seggi della Camera e i 200 del Senato saranno varie formazioni politiche e coalizioni: ecco quali sono i loro programmi sul tema della giustizia.

Centrodestra

La coalizione di centrodestra è composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati: le quattro formazioni hanno presentato un programma politico unitario. Il nome scelto per il documento, che conta 15 punti, è “PER L’ITALIA – Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra”

LEGA

Tra i partiti del centrodestra, la Lega ha presentato un suo documento programmatico. Tra i punti: il presidenzialismo alla francese, la flat tax, il diritto alla pensione a 63 anni anagrafica e almeno 20 anni di contributi, i nuovi decreti sicurezza, la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, l’abolizione del canone Rai.

La Lega ha il programma sulla giustizia più dettagliato di quello di tutta coalizione di centrodestra.

Centrosinistra

Dall’altra parte dello schieramento politico, il Partito democratico ha raccolto intorno a sé una coalizione composta anche da +Europa, Sinistra Italia/Verdi e Impegno civico, la nuova formazione di Luigi Di Maio. La coalizione è frutto di accordi separati stretti dai Dem con le altre formazioni.

PARTITO DEMOCRATICO
PIU’ EUROPA CON EMMA BONINO

Movimento 5 stelle

Il Movimento 5 Stelle correrà alle prossime elezioni politiche da solo: la formazione guidata da Giuseppe Conte ha presentato il programma elettorale articolato in diversi punti, che vanno dai diritti dei lavoratori all’ambiente fino alla salute e all’istruzione.

MOVIMENTO 5 STELLE

Terzo polo

A correre fuori da alleanze è anche la lista unitaria formata Azione e Italia Viva. Il polo centrista ha presentato un programma composto da 68 pagine, nelle quali ci sono i “punti programmatici per 20 ambiti della vita pubblica”.